Si sta, come d'autunno, sugli alberi le foglie.

non è facile restare in equilibrio

UNA FOGLIA

Utente: brunforte
si sta bene solo liberi e nascondere le proprie opinioni è più fastidioso che coprirsi la pelle

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

mi piacerebbe vivere su un'isola bianca e non troppo grande dove girare in bici e ci si conosca tutti con un faro e un piccolo porto.

Isola dove tutto si chiarisce./ Qui ci si può fondare su prove./ L'unica strada è quella d'accesso./ Gli arbusti si piegano sotto le risposte./ Qui cresce l'albero della Giusta Ipotesi/ Con rami da sempre districati./ Di abbagliante linearità è l'albero del Senno/ presso la fonte detta Ah Dunque E' Così./ Più ti addentri nel bosco, più si allarga/ la Valle dell'Evidenza./ Se sorge un dubbio, il vento lo disperde./ L'eco prende la parola senza farsi chiamare/ e chiarisce volenterosa i misteri dei mondi./ A destra una grotta in cui giace il Senso./ A sinistra il lago della Profonda Convinzione./ Dal fondo si stacca la Verità e viene lieve a galla./ Domina sulla valle la Certezza Incrollabile./ Dalla sua cima si spazia sull'Essenza delle Cose./ Malgrado le sue attrattive l'isola è deserta,/ e le tenui orme visibili sulle rive/ sono tutte dirette verso il mare./ Come se da qui si andasse solo via,/ immergendosi irrevocabilmente nell'abisso./ Nella vita inconcepibile

AMO: L'IDEA CHE TUTTO INTORNO A ME OPERI PER RENDERMI FELICE

CINEMA: La verità è che non gli piaci abbastanza - Gran Torino - The millionaire - The reader - Il curioso caso di Benjamin Button - Revolutioanry road - Italians - Il dubbio - Yes man - Sette anime - Twilight - Changeling - Burning Plain - Tropic Thunder - Vichy, Cristina, Barcellona - No problem - Mamma mia! - Zohan

SPETTACOLI:Vasco Rossi - Vinicio Capossela "Da solo on la strada"

IL LIBRO: Niente di nuovo sul fronte uccidentale (Erich Maria Remarque)

GIA' LETTO: (fanculopensiero) (Cristan Maksim)- L'eleganza del riccio (Burbery Muriel)- Come Dio comanda (Niccolò Ammaniti) - Cronache di poveri amanti (Vasco Pratolini) - La congiura del Bernini (Peter Prange)- Mondo senza fine (Ken Follet)- Alexis (M. Yourcenar) - Ama e non pensare (Morelli)- E' facile smettere di fumare se sai come farlo(Allen Carr)- Alla corte dei Borgia (Kalogridis Jeanne) - Opinioni di un clown (H.Boll) - Cesare o nulla (Manuel V.Montalban) - Memorie di Adriano (M. Yourcenar)

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

ATTRACCHI

NAVIGANTI APPRODATI: *loading*

venerdì, 30 ottobre 2009

Volontà…

Sia fatta la tua,

mi dico.

No, certo la mia no.

E’ come un ombrello bucato:

Non è buono per il sole,

Non è buono per la pioggia.

I miei desideri conoscono solo l’oggi

E non hanno giustizia

Perché non contemplano domani.

Se sotto queste coperte calde

Lascio fuori il buio

Immaginando una candela

E questo Dio

Mio amico,

Solo questo posso chiedere:

Un angelo

Per me

Il tempo che basti.

Che entri in questa stanza

E sappia ascoltare le pareti,

giro intorno

e sappia riconoscere gli oggetti

rivivendo in loro

per me

ogni emozione.

Che legga ogni pagina

Di ogni libro

E senta tutte le lacrime

Tutti i sorrisi

Dietro ogni parola,

ogni storia.

Che veda tutte le mie foto

E sappia riconoscere ogni luogo,

ogni ricordo

con amore o dolore,

che ascolti tutta la musica

e abbia chiara

la visione di ogni attimo

in ogni nota.

Un angelo che tocchi ogni penna

E sappia riscrivere

In un istante

Ogni istante.

Che apra tutte le scatole

E tocchi tutti gli oggetti

Che possa entrare in ogni mio vestito,

spruzzare un po’ del mio profumo

e annusando

vederne i contorni.

Che guardi nello specchio

E che veda tutti i visi,

i miei tanti occhi,

tutta la paura,

tutta la speranza

ogni debolezza

e tutta la forza.

Che mi venga vicino,

mi prenda le mani

e possa toccare ogni cosa toccata.

Che legga nelle mie labbra

ogni parola detta

e che senta dalle mie orecchie

ogni cosa udita.

Che s’appoggi tra i miei capelli

Che lasci raccontare alla mia pelle

Tutta la sua vita.

Che si distenda

Docile guardiano

E vegli sui miei sogni

Per una notte intera.

E poi che sia lui

A parlare con Dio

E a chiedere

Per me

La cosa giusta.

Postato da: brunforte a 16:19 | link | commenti (1)

Ebbene naufrago.

Che sia per il passato,

che sia per il futuro,

per la paura

di questo incerto futuro

ebbene, comunque sia

lascio…che sia.

Ed è un naufragio nel tempo

E nello spazio.

Negli occhi,

Negli odori,

Tra le vie

e davanti ai portoni

dietro ai quali

altri naufraghi si fanno compagnia.

Tra i lampioni

Cercando altre luci,

un faro.

E tra le onde

che si ripetono,

si rigonfiano e

si riuniscono

Tra le voci

Che trasportano i silenzi

Generati da cuori

Nascosti

Dietro vestiti

E occhiali da sole.

Postato da: brunforte a 16:19 | link | commenti

sabato, 17 ottobre 2009

dare ascolto al cuore fuori di sè per null'altro che la vita

dare ascolto al cuore fuori di sè per null'altro che la vita

...così breve...

che ci ricorda che

prima che fosse tardi

abbiamo visto le stelle!!

la ripeto dentro di me almeno venti volte al giorno, ogni volta che trovo in questa mia strada qualcosa che mi fa dire "fantastico".

Il cielo con le nubi, il lungomare, un cane, un vecchio, un bambino, una mamma, una mano, una carezza, una birra, un sorriso, uno sguardo, un brivido, una speranza, un saluto, un incontro, una coincidenza, un bacio lieve...tutto.

Mi hanno chiesto: ma non ti manca l'amore?

E si...mi manca. Ma ne vedo tanto in giro che amore in realtà poi non è...è maggiore la mia paura d'aver qualcosa di simile e confondermi. Non capirlo, non vederlo e tenermelo per tanto tempo convinta che sia proprio amore.

Arriverà, un giorno, un alito di vento che non mi farà più essere padrona di me stessa, mi farà smarrire, abbatterà le mie certezze per darmene altre, nuove. Ci saranno altre stelle o semplicemente saranno altri occhi, ci saranno nuove canzoni o, più semplicemente, altre orecchie e un altro cuore.

Ma per ora....mi tengo il mio, di cuore, e lo sento spesso fuori di sè e so che non è per niente altro che la vita, così breve...e mi ricorda che prima che fosse tardi io le stelle le ho viste. Ma viste davvero.

Postato da: brunforte a 03:04 | link | commenti (3)

mercoledì, 14 ottobre 2009
Le 2.800 parole da salvareLa campagna del nuovo Zingarelli

Corriere della Sera.it
È pertinente che un mero dizionario, anziché indulgere a un’idea di sé quale melensa ancorché alfabetica accozzaglia di lemmi, nutra invece la brama di una lingua intesa come eloquio ricco, facondo e forbito, che contenga luoghi non solo belli ma almeno talvolta ameni, brioche non solo buone ma talora fragranti, insomma una lingua che sappia distinguere la noia dal tedio più tetro e magari Leggi ancora...

Postato da: brunforte a 14:38 | link | commenti (1)

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE

File0001

“Una cosa però vorrei sapere” dice Alberto, “se la guerra ci sarebbe stata egualmente, nel caso che l’Imperatore avesse detto di no”.

“Ma certo” interrompo io “anzi dicono che lui in principio non la voleva affatto.”

“Bè, se non proprio lui solo, mettiamo, se venti, trenta persone nel mondo avessero detto di no.”

“In questo caso può darsi: il male è che quelle hanno detto di si”.

“E’ buffo a pensarci” continua Kropp. “Noi siamo qui per difendere la patria, nevvero? Ma i francesi stanno di là, anche loro per difendere la patria. Chi ha ragione?”

“Forse gli uni e gli altri” dico io, senza crederci troppo.

“Va bene” dice Alberto, e vedo dalla sua faccia che cerca di confondermi; “ma i nostri professori e pastori e giornali dicono che abbiamo ragione noi, ed è sperabile che sia così; mentre dall’altra parte professori e curati e giornali francesi sostengono che hanno ragione soltanto loro; come va questa faccenda?”

“Questo non lo so” dico io; “quello che so è che la guerra c’è, e che ogni mese vi entrano altri paesi.”

Ricompare Tjaden, ancora eccitato, e si mescola subito al discorso, informandosi in che modo, innanzi tutto, scoppi una guerra.

“Generalmente è perché un paese ha fatto grave offesa a un altro” risponde Alberto, con una cert’aria sentenziosa.

Ma Tjaden fa il tonto: “un paese? Non capisco. Una montagna tedesca non può offendere una montagna francese: né un fiume, né un bosco, né un campo di grano…”.

“sei bestia devvero o fai per burla?” brontola Kropp: “non ho mai detto niente di simile. E’ un popolo che offende un altro…”

“Allora non ho che fare qui; io non mi sento affatto offeso” replica Tjaden.

“Ma mettiti bene in zucca” gli fa Alberto stizzito, “che tu sei un povero villanaccio e non conti nulla.”

“E allora, ragion di più perché me ne vada a casa” insiste l’altro mentre tutti ridono.

“Ma mio caro uomo, si tratta del popolo come collettività, ossia dello Stato” grida Muller.

“Stato, Stato” e Tjaden con aria furbesca fa schioccare le dita “guardie campestri, polizia, tasse ecco il vostro Stato. Se è un tuo parente, ringrazialo tanto da parte mia”.

….

“Vero: però rifletti un po’ che siamo quasi tutti povera gente. E anche in Francia la gran maggioranza sono operai, manovali, piccoli impiegati. Perché mia un fabbro od un calzolaio francese dovrebbero prendersi il gusto di aggredirci? Credi a me, sono soltanto i governi. Prima di venir qui, io non avevo mai visto un francese, e per la maggior parte dei francesi sarà andata allo stesso modo quanto a noi. Nessuno ha chiesto il loro parere, come non hanno chiesto il nostro”.

“E allora a che scopo la guerra?” domanda Tjaden.

Kat alza le spalle: “Ci deve esser gente a cui la guerra giova”.

“Bè, io non sono del numero” sghignazza Tjaden.

“Né tu, né altri qui”

“E chi allora?” insiste Tjaden “Neanche all’Imperatore la guerra giova: lui ha già tutto quello che gli occorre.”

“Non dire questo” interrompe Kat “finora una guerra non l’aveva avuta. E si sa che ogni imperatore di una certa grandezza deve avere almeno una guerra, altrimenti non diventa famoso. Guarda un po’ nei tuoi libri di scuola se non è cosi”

“però è certo che dietro v’è altra gente che ci vuol guadagnare”…….

porta

QUESTO BRANO L'HO COPIATO DA "NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE" DI ERICH MARIA REMARQUE, SOLDATO DI TRINCEA TEDESCO DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE.

R I F L E T T E R E    E' QUELLO CHE POSSIAMO FARE.

Postato da: brunforte a 12:34 | link | commenti (2)
fronte, remarque, occidentale

martedì, 13 ottobre 2009

L’unico punto in cui la musica non arriva si trova esattamente sotto le suole delle scarpe, nei pochi momenti in cui i miei piedi sono a contatto con la terra. Per il resto del tempo la mia bolla di sapone è piena di note e poesia.

Se guardo il palco e affogo nelle luci e tra le corde della chitarra tu che mi stai davanti non hai il diritto di guardarmi perché mi distrai e mi rubi momenti importanti nei quali sono altro e sono altrove. Non hai il diritto di riportarmi indietro quando il viaggio è appena iniziato.

E’ evidente che te ne accorgi perché mi tocchi una guancia, piano piano, e poi metti la tua mano tra i miei capelli come faresti con un bambino.

Io sorrido ma ce l’ho con te.

Non so se potrò perdonarti il furto prezioso, infatti ancora oggi ci penso.

Postato da: brunforte a 11:32 | link | commenti (1)

lunedì, 12 ottobre 2009

DSC_7311

La bocca è chiusa. Non perché non sappia più aprirsi, infatti mangia, beve, sorride. Ma non ha, da tempo, niente da dire.

E non si pescano la parole dal bicchiere, non si trovano nel piatto, non sono in nessun cassetto. Tra i pigiami e le coperte, dentro gli asciugamani piegati.

Il guaio è che non sono più neppure tra le orchidee, un tempo erano appoggiate alle foglie verdi, ai fiori rari, sulla punta delle radici aeree.

Non sono più neppure nell’acqua della vasca e questo è un guaio serio perché lì c’erano sempre.

Che se le siano portate via? Non me ne sono accorta, non me ne sono resa conto. Forse è successo mentre dormivo, forse me l’hanno rubate mentre ero in sogno.

Si sopravvive, si tira avanti. Niente in realtà, da quando sono sparite, è cambiato. Almeno fuori. Il problema vero è che le cose sono migliorate. Le mie parole non amano i periodi luminosi, non si ritrovano bene se non nelle tempeste e in quel poco di dolore che fa nascere i pensieri.

Sono malata di nostalgia perchè nonostante questo mi mancano.

Postato da: brunforte a 16:51 | link | commenti (3)

giovedì, 24 settembre 2009

BARCELLONA - 26 28 MAGG 07 CL (30)

Stamattina la compagnia tocca a Fossati, per un caso, una coincidenza. L’ho incrociato tra le righe di un amico.

Stamattina dopo “nel sottoscala della mia ragione c’è la speranza che tu ritorni, ma è solo un tarlo consuma i giorni….” I pensieri sono arrivati da soli, ma senza dare fastidio, come delle foto.

Mi sono ricordata di quanto mi piacesse la pioggia. Passavo la settimana sperando in un temporale e in tuoni e lampi solo per vedere l’acqua abbattersi sui finestrini, la notte. Solo per avere una fantasia di muro, di persiana, di coperta.

Mi sono ricordata del cuore straziato per una canzone, una frase, una parola. Ogni cosa sembrava scritta per me.

Mi sono ricordata dello stomaco contratto da un sogno, una speranza, una paura, una preghiera.

Mi sono ricordata dei miei vent’anni, di forti emozioni, della vita e di aver provato tanto amore.

“Se fossi un vero viaggiatore ti avrei già incontrata” forse è cosi….

Postato da: brunforte a 12:22 | link | commenti (8)

Di acqua e di respiro
di passi sparsi
di bocconi di vento
di lentezza
di incerto movimento
di precise parole si vive
di grande teatro
di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare
di come dire
di come fare a capire
di alti
di bassi
battiti del cuore
fasi della luna
e ritmi della terra
di intelligenza
di intermittenza
si vive di danze
di ballo sociale
di una promessa
di un faccia differente
di mediocri incontri
di bellezze
di profumi ardenti
di accidenti
rotolando si gira, si balla
si vive, si fa festa
quella, questa
si picchia forte col piede
nella danza
e si sbaglia il passo
si vive di fortune raccontate
e di viaggiare
e si cammina stanchi
è di lavoro
è opposizione
è corruzione
si vive di lenta costruzione
e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo
di fianchi smorti
di fuochi desiderati
si vive di pane
di speranza di bere
un vino buono per l'estate
rotolando si vive
di discorsi leggeri
cori
di maschere notturne
canto e discanto
e giù divieti
e oli sulla pelle
e sorrisi di fantasmi
e fantasmi fotografati
e giù campane annuncianti
si vive di sguardi fermi
di risposte folgoranti
di lettere partite
che aspettiamo in cima al mistero
di essere così soli.

Di questo si vive
e di tant'altro ancora
che inseguiamo come i cani
respirando dal naso
per finire invece
ancora sorridenti, ancora abbaianti
di un dolore a caso

Postato da: brunforte a 11:03 | link | commenti (1)

martedì, 22 settembre 2009

DSC_6975

Ho sentito di un accordo segreto
Che Davide suonava e che deliziava il signore
Ma a te non interessa la musica, vero?
Fa così:
La quarta, la quinta, la caduta in minore, l'ascesa in maggiore
Il re perplesso compone l'alleluia

Alleluia alleluia alleluia

La tua fede era forte ma avevi bisogno di una prova
L'hai vista fare il bagno sul verone
La sua bellezza e il chiaro di luna t'hanno sconvolto
Ti ha legato a una sedia da cucina
Ha spezzato il trono e tagliato i tuoi capelli
E dalle tue labbra ha strappato l'alleluia

Alleluia alleluia alleluia

Piccola, sono già stato qui
Ho visto questa stanza e camminato su questo suolo
Vivevo da solo prima di conoscerti
Ho visto la tua bandiera sull'arco di marmo
Ma l'amore non è una marcia vittoriosa
E' un freddo e balbettante alleluia

Alleluia alleluia alleluia

C'è stato un tempo in cui mi permettevi di sapere
Cosa davvero succedeva là sotto
Ma adesso non me lo mostri mai, non è vero?
Ma ricorda quando mi muovevo in te
E anche la sacra colomba si muoveva
E ogni respiro nostro era alleluia

Alleluia alleluia alleluia

Forse c'è un Dio sopra di noi
Ma tutto ciò che ho imparato dall'amore
E' come sparare a chi ti convince a essere sincero
Non è un grido che senti di notte
Non è qualcuno che ha visto la luce
E' un freddo e balbettante alleluia

cover di Hallelujah di Leonard Cohen cantata da Jeff Buckley

Postato da: brunforte a 10:02 | link | commenti (2)
jeff, buckley, hallelujah